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SICUREZZA ALIMENTARE

16|03|2017

Sicurezza alimentare, proposte regole più semplici per i piccoli rivenditori

L'Efsa ha proposto un sistema semplificato per la gestione della sicurezza alimentare nelle piccole imprese di vendita al dettaglio, come negozi di generi alimentari, macellerie e panetterie. Lo "strumento" comprende linee guida sulle modalità per individuare i più importanti rischi biologici, chimici e fisici in ogni fase del processo di produzione degli alimenti, le attività o le prassi che incrementano la probabilità di pericoli nonché le opportune misure di controllo.
Un insieme di ostacoli gestionali, organizzativi e tecnici comporta che molti piccoli rivenditori di generi alimentari hanno difficoltà a rispettare gli attuali requisiti dei Sistemi di gestione della sicurezza alimentare (Sgsa). In particolare, l'applicazione di piani, spesso complessi, di analisi dei pericoli e dei punti critici di controllo può andare al di là delle possibilità di esercizi in grado di impiegare solo un ridotto numero di addetti.
Per contribuire a risolvere questo problema, l'Efsa ha sviluppato un semplice Sgsa per cinque tipi di piccole imprese alimentari (una macelleria, un negozio di generi alimentari, una panetteria, una pescheria e una gelateria).
Il nuovo approccio utilizza diagrammi di flusso per sintetizzare le fasi della produzione, un questionario di accompagnamento e tabelle che guidano i rivenditori attraverso il processo di gestione della sicurezza alimentare, dall'individuazione dei pericoli fino alle misure di controllo.
"Alcuni aspetti dell'attuale normativa in materia d'igiene alimentare - ha affermato Marta Hugas, responsabile dell'Unità "Pericoli biologici e contaminanti" dell'Efsa - possono essere di difficile attuazione per le piccole imprese, in particolare quando le risorse sono esigue o le professionalità carenti. Questo approccio più semplice, che la Commissione europea ci ha chiesto di sviluppare, renderebbe più facile per tali operatori individuare i pericoli e intraprendere azioni per contrastarle. Si tratta di una risposta concreta a un problema noto, di cui potrebbero avvantaggiarsi ugualmente consumatori e imprese del settore alimentare".
"Sistema semplificato" vuol dire, ad esempio, che i rivenditori non sono tenuti ad avere una conoscenza dettagliata di pericoli specifici. Devono solo essere consapevoli che i pericoli biologici, chimici e fisici o gli allergeni possono essere presenti e che un'inosservanza delle attività di controllo essenziali - come la corretta refrigerazione o la separazione dei prodotti crudi da quelli cotti - potrebbe aumentare l'esposizione dei consumatori a pericoli.
Il classico approccio di classificazione dei pericoli in ordine di priorità, che è solitamente richiesto prima di decidere quali misure di controllo attuare, è stato eliminato.

Fonte: redazione "Alimenti&Bevande"
Data: 02/03/2017

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